Introduzione al festival

Il 29° OSTERFESTIVAL TIROL, il Festival di Pasqua del Tirolo, trasforma per tre settimane Innsbruck e Hall in Tirol in luoghi di scambio internazionale. Il motto del festival auf.bruch (nuovi inizi) coniuga musica antica e contemporanea, danza e performance, film e incontri. Viviamo un momento di profondi cambiamenti, in parte di nuovi inizi che possiamo affrontare al meglio insieme. Ciò richiede fondamentalmente rispetto e comprensione reciproca, contro la provocazione, la sfiducia e l’indifferenza.

Alla vigilia dell‘OSTERFESTIVAL TIROL l’OrgelSPIEL (per 5 sabati a partire dall’11 marzo) e i “15 luoghi” (dal 26 marzo al 9 aprile) ci fanno vivere attraverso testi e musica un momento di riflessione e di quiete lontano dalla frenetica quotidianità. .daneben, un ciclo con Gerhard Crepaz, ci accompagna in vari momenti in un mondo dimenticato, lontano dal consumismo e ci aiuta comprendere maggiormente i contenuti degli spettacoli.

Il festival viene inaugurato quest’anno da un insolito progetto (31 marzo): l’omaggio di Boris Charmatz al grande coreografo Merce Cunningham che contribuì a segnare in modo significativo gli inizi della danza come forma artistica. Sul palcoscenico si esibiranno ballerini non professionisti del Tirolo. Assieme realizzano un pezzo originale e divertente sull’artista americano in forma di fotoromanzo.

Forti emozioni si potranno vivere nelle Passioni (Domenica di Passione, 2 aprile; Venerdì Santo 14 aprile) con due opere di Georg Philipp Telemann e Alessandro Scarlatti. La Passione secondo Marco di Telemann (direttore: Bernhard Sieberer) ha inizio con la scena sul Monte degli Ulivi e si conclude con la crocifissione. Di tanto in tanto figure allegoriche come la Fede, lo Zelo e la Religione commentano l’accaduto. La Passione secondo Giovanni di Scarlatti– un piccolo capolavoro di grazia – è eseguita sotto la direzione di Leonardo García Alarcón (la prima in Tirolo). Giuda, una delle figure più controverse della fede cristiana è il protagonista di alcune serate di incontri musica e film (domenica delle Palme 9 aprile: Oh du armer Judas, PerSonat, Concerto Palatino; 11 aprile: incontro: Giuda come capro espiatorio?).

Attraverso la danza, performance, film e teatro verranno messi in luce i radicali mutamenti e i nuovi inizi che vive il mondo culturale arabo. In forma di immagini ballate, di un film documentario e di messaggi impliciti si pone l’attenzione sull’attuale situazione in Siria (1 aprile: Déplacement, Mithkal Alzghair), Egitto (12 aprile: Forbidden, Amal Ramsis) e Iran (15 aprile: Hearing, Amir Koohestani).

Salvatore Sciarrino, uno dei grandi rinnovatori della musica contemporanea compie settant’anni e a lui dedichiamo una serata con opere dai suoi inizi ad oggi. Seguirà Morton Feldman (6 aprile: Ensemble Phace). Sciarrino mira all’apertura dello spazio mentale attraverso la musica, ciò che persegue anche Georg Friedrich Haas. In in vain gioca con il buio, l’intensità della luce e l’influenza sulla nostra percezione (13 aprile: Windkraft, Konstellation, direttore: Kasper de Roo).

L’artista belga Thierry De Mey con il suo nuovo pezzo è riuscito a segnare in modo maestrale un nuovo inizio tra i generi. Come componista, cineasta e coreografo fonde le forme del ballo, della musica dal vivo (cinque musicisti dell‘Ensemble intercontemporain) e della luce. Obiettivo è la bellezza dell’espressione, del gesto (8 aprile: Simplexity). La chiusura, come anche del resto l’apertura, è dedicata a Merce Cunningham. La sua amata coreografia (Sounddance) segna assieme alle opere di Twyla Tharp e William Forsythe la grande chiusura del festival. (Domenica di Pasqua, 16 aprile: Ballet de Lorraine)

Vi auguriamo buon divertimento ed esperienze emozionanti attraverso la lettura, l’ascolto e la visione.